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Il grido di aiuto dell’Istituto Effetà di Betlemme

In Palestina l’incubo coronavirus continua senza tregua e a farne le spese sono proprio i più deboli.
I dati nelle ultime settimane sono cresciuti in modo preoccupante, sfiorando quota 6.000 casi attivi.
La situazione più drammatica è nell’area di Hebron; qui si registra il 76% dei casi, dove vivono molti dei bambini e ragazzi che frequentano l’Istituto Effetà di Betlemme, una scuola che accoglie ogni giorno più di 180 bambini e ragazzi sordi, dando loro la possibilità di studiare, imparare a comunicare e avere così un futuro migliore.
Per arginare la pandemia, il governo ha dichiarato per la terza volta lo stato di emergenza, ma l’economia è in ginocchio e il popolo palestinese allo stremo.
Ad eccezione delle farmacie e delle attività che vendono generi alimentari, tutti i negozi sono chiusi e le città come Betlemme, che vivono di turismo, stanno pagando un prezzo altissimo.

Inevitabilmente la crisi ha colpito e condizionato duramente anche il lavoro di Effetà, l’istituto nato nel 1971 per desiderio del Papa Paolo VI e che la Fondazione Giovanni Paolo II sostiene ormai da diversi anni. In un articolo pubblicato su Avvenire a firma del giornalista e amico Giacomo Gambassi, la direttrice Sr. Lara Hijazin ha raccontato: “la scuola è stata chiusa quando si sono avuti i primi casi di Covid a Betlemme (era il 5 marzo). Sebbene siano state sospese le lezioni la nostra missione non è venuta meno per aiutare gli studenti nell’apprendimento e per migliorare il loro vivere sociale. In questi mesi siamo sempre stati vicini agli alunni e alle loro famiglie. Gli insegnanti hanno fornito ai genitori programmi settimanali e hanno seguito i progressi dello studente. Abbiamo sostenuto psicologicamente i ragazzi, i genitori e gli insegnanti per essere in grado di superare questa crisi

La scuola l’anno prossimo festeggerà i 50 anni di attività, ma la crisi sanitaria e in particolar modo quella economica che ne è derivata rischia di pregiudicare il raggiungimento di questo traguardo storico. Se la crisi attuale dovesse durare ancora a lungo, l’Istituto potrebbe rischiare di non essere più in grado di garantire le sessioni di riabilitazione logopedica, il materiale scolastico ad hoc nonché lo stipendio degli insegnanti. A ciò si aggiunge che anche molti dei genitori degli studenti hanno perso il proprio lavoro o hanno dovuto interromperlo, per cui poter contare sulle rette o sul loro supporto dal punto di vista economico è praticamente impossibile.

Ma almeno c’è una buona, un’ottima notizia: tutti i bambini che frequentano l’Istituto stanno bene e stanno affrontando questa difficile situazione con grande coraggio.
Come Sama e Jannat, che hanno voluto disegnare questo nemico invisibile per dargli forma e colore.
Visto così, coi loro occhi, il virus fa meno paura.

COME DONARE PER I BAMBINI SORDI DI BETLEMME ????????????????????????????????????????????????????????

– Bonifico bancario intestato a Fondazione Giovanni Paolo II utilizzando il seguente Iban IT04I0539005458000000092116 (ricorda di inserire anche il tuo indirizzo nel campo causale)

– Bollettino su conto corrente postale n. 95695854 intestato a Fondazione Giovanni Paolo II, via Roma, 3 – 52015 Pratovecchio Stia (AR). Causale: “Per i bambini di Effetà Betlemme”

– Carta di credito o PayPal su questo sito oppure su www.sostienieffeta.org

Con meno di 1 € al giorno – 25 € al mese – puoi adottare un bambino per garantirgli un’istruzione e la riabilitazione logopedica. Adottare un bambino di Effetà significa offrirgli concretamente la possibilità di imparare a comunicare pensieri ed emozioni, per avere un futuro migliore, integrato nella società in cui vivrà.

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