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Il Piccirillo Handicraft Center

Padre Michele Piccirillo (1944-2008), oltre ad essere un frate francescano della Custodia di Terra Santa, era un archeologo di fama mondiale. Nel 2018 fu avviata a Betlemme una iniziativa che porta il suo nome: il Piccirillo Handicraft Center. Ubicato a due passi da piazza della Natività, il centro mette a disposizione degli artigiani della zona i propri laboratori. Già, perché Betlemme è famosa per l’artigianato del legno d’ulivo, della madreperla e della ceramica. Una tradizione portata in Terra Santa cinque secoli fa dai frati francescani, con l’obiettivo di creare occupazione per la minoranza cristiana. Un lavoro artistico – numerosi oggetti betlemmiti in madreperla si trovano nei più prestigiosi musei del mondo – che deve fare i conti con gli eventi bellici che allontanano i pellegrini dalla Terra Santa. 

Una delle tante sfide odierne è il tramandare questo savoir-faire artigianale alle nuove generazioni. È questo uno degli obiettivi del progetto “Piccirillo Handicraft Center: recuperare le tradizioni artigianali di grande prestigio a Betlemme”, finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana e promosso dall’Arcidiocesi di Genova con il supporto tecnico e la supervisione della Fondazione Giovanni Paolo II. Oltre all’installazione di pannelli fotovoltaici per diminuire i costi di produzione e all’acquisto di alcuni macchinari di ultima generazione, il punto focale del progetto è la formazione di giovani studenti del Terra Sancta College di Betlemme. Nel 2023, 145 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 13 e i 15 anni si sono immersi nel mondo artigianale: hanno seguito 52 ore di formazione in lavorazione del legno d’ulivo, 28 ore in arte della ceramica e 4 ore in madreperla. Sotto la guida attenta e paziente di cinque formatori originari della Cisgiordania, hanno fatto i loro primi passi in un settore alla ricerca di nuovi talenti. 

Il coordinatore del Piccirillo Center, Issa Kharoufeh, ci racconta: «Questo progetto è per noi una boccata d’ossigeno perché i tempi sono sempre più bui. La guerra a Gaza ha avuto conseguenze pesanti anche per noi, come per esempio l’assenza di pellegrini. Nonostante ciò, vogliamo trasmettere la nostra passione per questo mestiere, che dà da vivere a migliaia di persone. La nostra risposta alla bruttezza della guerra sta nel coltivare la bellezza e la creatività.»

 

Thibault Yves Joannais

Responsabile Area Medio Oriente

Fondazione Giovanni Paolo II

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