Author: Maria Arias

Fondazione Giovanni Paolo II / Articles posted by Maria Arias (Page 4)

Firenze, Natale 2023 Nella Chiesa di Santa Maria della Pieve in Arezzo, appena varcata la soglia – sulla destra– ci introducono al sacro nove volti di una sofferenza lontana, silenziosa, anonima. Quei volti sono stati scelti da una cartella ricca di altre eloquenti immagini dagli studenti che hanno partecipato al “Progetto Uomo” organizzato dalla Fondazione dal 29 novembre al 1° dicembre. Sono volti che potremmo incontrare tutti i giorni nelle nostre città; volti che raccontano la stessa periferia che nella notte di Betlemme si è popolata degli esclusi mentre si avvicinavano alla Grotta e che ancora oggi chiedono che quella Speranza incarnata non resti confinata nei territori delle sole buone dichiarazioni, come avrebbero il diritto di rimproverarci poiché privati di ogni futuro – come sono – a causa dei conflitti che ancora infiammano alcune regioni del mondo; conflitto in Afghanistan, guerra civile in Myanmar, crisi dello Yemen, guerra russo-ucraina, guerra di Gaza...

Sono Viola Nouhi e da alcuni mesi lavoro alla Fondazione Giovanni Paolo II, dopo che per un anno ho svolto il Servizio Civile Universale a Betlemme presso l’Istituto Effetà Paolo VI. Proprio in questo periodo lo scorso anno ero lì, rallegrata dalla gioia dei bambini e affascinata dallo spirito del Natale che solo la Terra Santa sa trasmettere. Spesso, in questi giorni, mi capita di ripensare a quel periodo, quando la guerra sembrava così lontana.  Tra pochi giorni è di nuovo Natale e mi si spezza il cuore leggendo le notizie del conflitto che sta nuovamente devastando quella terra. Le Suore Dorotee, che da sempre gestiscono l’Istituto, mi raccontano ogni settimana quello che succede a Betlemme; purtroppo sempre meno studenti possono raggiungere la scuola. La maggior parte infatti abita lontano e non riesce a spostarsi perché è rischioso percorrere le strade e attraversare i check point. Le lezioni proseguono on line ma per...

[vc_row][vc_column width="2/3"][vc_column_text] Lo scopo del progetto: Migliorare la qualità e la sostenibilità dell’organizzazione, delle imprese rurali e delle cooperative dedite alla produzione di frutta e verdura nella parte settentrionale del Libano. Attività: -Management e controllo di gestione delle cooperative e imprese agricole. -Produzioni di alta qualità. -Promozione e vendita dei prodotti su mercati più remunerativi. -Sostegno agli enti pubblici responsabili del supporto alle cooperative.     -Dotazione di equipaggiamenti, macchinari per la movimentazione merci, strumenti per la selezione della frutta, il packaging ed il controllo qualità e le condizioni di vendita dei produttori -Rafforzamento della strategia commerciale [/vc_column_text][vc_empty_space height="50px"][edgtf_image_gallery type="slider" autoplay="3" slide_animation="slide" pretty_photo="no" navigation="yes" pagination="yes" image_size="full" images="21333,21334"][vc_empty_space height="50px"][/vc_column][vc_column width="1/3"][edgtf_button size="medium" type="" target="_blank" icon_pack="" text="DONA ORA" link="https://sostieni.fondazionegiovannipaolo.org/" color="#ffffff" hover_color="#203b78" background_color="#ffa739" hover_background_color="#ffffff" border_color="#ffa739" hover_border_color="#203b78" custom_class="donaDentroArticolo"][vc_row_inner el_class="catBoxWrap"][vc_column_inner][vc_empty_space][vc_column_text] Categoria: SVILUPPO AGRICOLO [/vc_column_text][vc_empty_space][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner el_class="rigaInfoProgetto"][vc_column_inner width="1/2"][vc_column_text el_class="infoFix"]Location:[/vc_column_text][/vc_column_inner][vc_column_inner width="1/2"][vc_column_text el_class="infoProg"]Libano[/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner el_class="rigaInfoProgetto"][vc_column_inner width="1/2"][vc_column_text el_class="infoFix"]Finanziatore:[/vc_column_text][/vc_column_inner][vc_column_inner width="1/2"][vc_column_text el_class="infoProg"]Cooperazione Tedesca[/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner el_class="rigaInfoProgetto"][vc_column_inner width="1/2"][vc_column_text el_class="infoFix"]Data inizio progetto:[/vc_column_text][/vc_column_inner][vc_column_inner width="1/2"][vc_column_text el_class="infoProg"]01/10/2022 [/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner el_class="rigaInfoProgetto"][vc_column_inner width="1/2"][vc_column_text el_class="infoFix"]Durata:[/vc_column_text][/vc_column_inner][vc_column_inner width="1/2"][vc_column_text el_class="infoProg"]43 mesi[/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner el_class="rigaInfoProgetto"][vc_column_inner width="1/2"][vc_column_text el_class="infoFix"]Stato Progetto:[/vc_column_text][/vc_column_inner][vc_column_inner width="1/2"][vc_column_text el_class="infoProg"]In corso [/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][edgtf_separator position="left" color="#ffb422" width="100%"...

/*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-column .elementor-spacer-inner{height:var(--spacer-size)}.e-con{--container-widget-width:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer,.e-con>.elementor-widget-spacer{width:var(--container-widget-width,var(--spacer-size));--align-self:var(--container-widget-align-self,initial);--flex-shrink:0}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container{height:100%;width:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer{height:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer>.elementor-spacer-inner,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer>.elementor-spacer-inner{height:var(--container-widget-height,var(--spacer-size))}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty,.e-con>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty{position:relative;min-height:22px;min-width:22px}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty .elementor-widget-empty-icon,.e-con>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty .elementor-widget-empty-icon{position:absolute;top:0;bottom:0;left:0;right:0;margin:auto;padding:0;width:22px;height:22px} /*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-heading-title{padding:0;margin:0;line-height:1}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title[class*=elementor-size-]>a{color:inherit;font-size:inherit;line-height:inherit}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-small{font-size:15px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-medium{font-size:19px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-large{font-size:29px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-xl{font-size:39px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-xxl{font-size:59px}Fai un regalo originale per far tornare il sorriso su tanti volti! La mostra “Volti del Mediterraneo” di Alessandro Bartolini è ispirata ai volti delle persone incontrate durante i suoi viaggi, principalmente in Terra Santa. L’autore collabora con la Fondazione Giovanni Paolo II, con la quale condivide il desiderio di voler vedere nell’umanità un unico popolo che abita un’unica nazione chiamata mondo. /*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-widget-image{text-align:center}.elementor-widget-image a{display:inline-block}.elementor-widget-image a img[src$=".svg"]{width:48px}.elementor-widget-image img{vertical-align:middle;display:inline-block} PRENOTA LA BOX! E’ possibile avere le fotografie che compongono la mostra (15 volti  in formato 10x15) direttamente a casa vostra, anche per farne un regalo originale e dal profondo valore umano. Queste storie e questi volti vi permetteranno di compiere un viaggio intorno al mediterraneo e di conoscere le storie di tante persone, sostenendo i progetti della Fondazione in quelle...

6 dicembre 2023 Il nostro anno scolastico 2023-24 è iniziato a ferragosto. Eravamo immerse in una attività intensa e creativa nelle varie discipline, ma già si respirava un’atmosfera “inquinata” che è andata crescendo, fino ad esplodere in maniera impensata drammatica e fatale, il 7 ottobre. Da quel giorno quasi tutti gli alunni che frequentano il nostro Istituto sono chiusi nelle loro case, nei villaggi e paesi. Con coraggio, abbiamo cercato di riaprire la scuola, ma pochissimi sono i bambini che possono frequentarla. Le lezioni online sono difficilissime per l’audioleso, perché i bambini che non ci sentono hanno bisogno di vedere il movimento delle labbra e la mimica di chi parla e di manualità per facilitare la comprensione. Molti hanno chiesto di dormire a scuola, anche per terra, pur di non perdere la possibilità di imparare e di vivere con i propri compagni la serenità di un quotidiano normale. È tremendo per un...

/*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-column .elementor-spacer-inner{height:var(--spacer-size)}.e-con{--container-widget-width:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer,.e-con>.elementor-widget-spacer{width:var(--container-widget-width,var(--spacer-size));--align-self:var(--container-widget-align-self,initial);--flex-shrink:0}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container{height:100%;width:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer{height:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer>.elementor-spacer-inner,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer>.elementor-spacer-inner{height:var(--container-widget-height,var(--spacer-size))}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty,.e-con>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty{position:relative;min-height:22px;min-width:22px}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty .elementor-widget-empty-icon,.e-con>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty .elementor-widget-empty-icon{position:absolute;top:0;bottom:0;left:0;right:0;margin:auto;padding:0;width:22px;height:22px} /*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-heading-title{padding:0;margin:0;line-height:1}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title[class*=elementor-size-]>a{color:inherit;font-size:inherit;line-height:inherit}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-small{font-size:15px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-medium{font-size:19px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-large{font-size:29px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-xl{font-size:39px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-xxl{font-size:59px} Mostra fotografica Volti del Mediterraneo Al Shuhada street /*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-widget-image{text-align:center}.elementor-widget-image a{display:inline-block}.elementor-widget-image a img[src$=".svg"]{width:48px}.elementor-widget-image img{vertical-align:middle;display:inline-block} Ahmed, calzolaio palestinese, la maggior parte della sua vita ha lavorato in un negozio in Al Shuhada street, la via dei negozi più importante di Hebron. Shuhada Street, Via dei Martiri, un tempo arteria principale del centro di Hebron, oggi è una strada fantasma. I negozi sono chiusi, tutto è fermo. Eppure in questa parte di Hebron risiedono oltre 20 mila palestinesi. Persone costrette a vivere chiuse nelle case a causa dell’occupazione militare e delle imposizioni dei coloni israeliani. Dal febbraio del 1994 infatti questa strada è stata controllata dai militari con check-point, i negozi sono stati presto chiusi ed i palestinesi residenti, per accedere alle proprie case, devono farlo solo dal...

/*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-column .elementor-spacer-inner{height:var(--spacer-size)}.e-con{--container-widget-width:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer,.e-con>.elementor-widget-spacer{width:var(--container-widget-width,var(--spacer-size));--align-self:var(--container-widget-align-self,initial);--flex-shrink:0}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container{height:100%;width:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer{height:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer>.elementor-spacer-inner,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer>.elementor-spacer-inner{height:var(--container-widget-height,var(--spacer-size))}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty,.e-con>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty{position:relative;min-height:22px;min-width:22px}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty .elementor-widget-empty-icon,.e-con>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty .elementor-widget-empty-icon{position:absolute;top:0;bottom:0;left:0;right:0;margin:auto;padding:0;width:22px;height:22px} /*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-heading-title{padding:0;margin:0;line-height:1}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title[class*=elementor-size-]>a{color:inherit;font-size:inherit;line-height:inherit}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-small{font-size:15px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-medium{font-size:19px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-large{font-size:29px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-xl{font-size:39px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-xxl{font-size:59px} Mostra fotografica Volti del Mediterraneo Invitati a un matrimonio /*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-widget-image{text-align:center}.elementor-widget-image a{display:inline-block}.elementor-widget-image a img[src$=".svg"]{width:48px}.elementor-widget-image img{vertical-align:middle;display:inline-block} Invitati a un matrimonio, presso la chiesa di Santa Caterina a Betlemme, in attesa dell’arrivo degli sposi. Per i cristiani di Betlemme è tradizione sposarsi presso la centralissima chiesa dei Frati francescani, posta accanto alla Basilica della Natività. La presenza del muro di separazione ha notevolmente ridotto gli spostamenti, rendendo la città una enclave, che ha ripercussioni anche sui fidanzamenti. Per i musulmani poi, dove è tradizione sposarsi fra cugini anche di primo grado, tutto ciò ha comportato un aumento della sordità che è la seconda causa di disabilità in Palestina. La sordità colpisce il 3% circa della popolazione e nelle zone più isolate anche il 15%, tra le percentuali più alte al...

/*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-column .elementor-spacer-inner{height:var(--spacer-size)}.e-con{--container-widget-width:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer,.e-con>.elementor-widget-spacer{width:var(--container-widget-width,var(--spacer-size));--align-self:var(--container-widget-align-self,initial);--flex-shrink:0}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container{height:100%;width:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer{height:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer>.elementor-spacer-inner,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer>.elementor-spacer-inner{height:var(--container-widget-height,var(--spacer-size))}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty,.e-con>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty{position:relative;min-height:22px;min-width:22px}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty .elementor-widget-empty-icon,.e-con>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty .elementor-widget-empty-icon{position:absolute;top:0;bottom:0;left:0;right:0;margin:auto;padding:0;width:22px;height:22px} /*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-heading-title{padding:0;margin:0;line-height:1}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title[class*=elementor-size-]>a{color:inherit;font-size:inherit;line-height:inherit}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-small{font-size:15px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-medium{font-size:19px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-large{font-size:29px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-xl{font-size:39px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-xxl{font-size:59px} Mostra fotografica Volti del Mediterraneo Bambino a Battir /*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-widget-image{text-align:center}.elementor-widget-image a{display:inline-block}.elementor-widget-image a img[src$=".svg"]{width:48px}.elementor-widget-image img{vertical-align:middle;display:inline-block} Oggi Battir è il cuore della cosiddetta “Intifada verde”, una forma di resistenza nonviolenta basata sulla tutela dell’ambiente e del patrimonio storico dell’area. I suoi abitanti combattono da anni una battaglia silenziosa e ostinata senza armi, né pietre, né manifestazioni ma impugnando carte topografiche, strumenti di rilevazione, pale e picconi. Battir è infatti situato in prossimità del confine con la Linea Verde stabilita dall’Onu del 1948. Da quasi vent’anni vive sotto la costante minaccia che il muro costruito da Israele in Cisgiordania possa arrivare fin qua, privando gli abitanti delle loro terre e danneggiando irreparabilmente l’antico sistema di irrigazione. L’ostinazione degli abitanti di questo piccolo villaggio contadino fu premiata nell’estate del 2014, quando...

/*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-column .elementor-spacer-inner{height:var(--spacer-size)}.e-con{--container-widget-width:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer,.e-con>.elementor-widget-spacer{width:var(--container-widget-width,var(--spacer-size));--align-self:var(--container-widget-align-self,initial);--flex-shrink:0}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container{height:100%;width:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer{height:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer>.elementor-spacer-inner,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer>.elementor-spacer-inner{height:var(--container-widget-height,var(--spacer-size))}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty,.e-con>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty{position:relative;min-height:22px;min-width:22px}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty .elementor-widget-empty-icon,.e-con>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty .elementor-widget-empty-icon{position:absolute;top:0;bottom:0;left:0;right:0;margin:auto;padding:0;width:22px;height:22px} /*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-heading-title{padding:0;margin:0;line-height:1}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title[class*=elementor-size-]>a{color:inherit;font-size:inherit;line-height:inherit}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-small{font-size:15px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-medium{font-size:19px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-large{font-size:29px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-xl{font-size:39px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-xxl{font-size:59px}Mostra fotografica Volti del Mediterraneo Nidal Salameh, direttore del Centro medico Al Saqada di Betlemme. /*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-widget-image{text-align:center}.elementor-widget-image a{display:inline-block}.elementor-widget-image a img[src$=".svg"]{width:48px}.elementor-widget-image img{vertical-align:middle;display:inline-block} A poche centinaia di metri dal caos del suq di Betlemme, dai colori accesi dei tappeti e l’odore pungente delle spezie, in una palazzina a tre piani un gruppo di medici, paramedici e infermieri si prende cura delle famiglie più povere della città e del distretto. Si chiama Centro medico Al Saqada questo progetto nato nel 2000 su iniziativa di due amici, entrambi prigionieri politici in una cella israeliana all’inizio degli anni Novanta.Al Centro medico Al Sadaqa si avvicendano cinquanta persone, tra medici, infermieri e paramedici. Diciotto gli specialisti, dal ginecologo al dentista, dal cardiologo all’urologo, dall’otorino all’ortopedico. Ogni mese vedono dai 5 mila agli...

/*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-column .elementor-spacer-inner{height:var(--spacer-size)}.e-con{--container-widget-width:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer,.e-con>.elementor-widget-spacer{width:var(--container-widget-width,var(--spacer-size));--align-self:var(--container-widget-align-self,initial);--flex-shrink:0}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container{height:100%;width:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer{height:100%}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer>.elementor-spacer-inner,.e-con>.elementor-widget-spacer>.elementor-widget-container>.elementor-spacer>.elementor-spacer-inner{height:var(--container-widget-height,var(--spacer-size))}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty,.e-con>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty{position:relative;min-height:22px;min-width:22px}.e-con-inner>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty .elementor-widget-empty-icon,.e-con>.elementor-widget-spacer.elementor-widget-empty .elementor-widget-empty-icon{position:absolute;top:0;bottom:0;left:0;right:0;margin:auto;padding:0;width:22px;height:22px} /*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-heading-title{padding:0;margin:0;line-height:1}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title[class*=elementor-size-]>a{color:inherit;font-size:inherit;line-height:inherit}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-small{font-size:15px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-medium{font-size:19px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-large{font-size:29px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-xl{font-size:39px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-xxl{font-size:59px} Mostra fotografica Volti del Mediterraneo Una ragazza palestinese cammina per le strade di Gerusalemme /*! elementor - v3.17.0 - 08-11-2023 */ .elementor-widget-image{text-align:center}.elementor-widget-image a{display:inline-block}.elementor-widget-image a img[src$=".svg"]{width:48px}.elementor-widget-image img{vertical-align:middle;display:inline-block} Una ragazza palestinese cammina per le strade di Gerusalemme, conosciuta come la città santa per il cristianesimo, l’islam e l’ebraismo. Nel murales dietro di lei, un disegno con Abramo, il padre delle tre religioni monoteistiche. Nello stesso dipinto è raffigurata anche la Grande Moschea di Omar, luogo sacro per i musulmani e patrimonio UNESCO dell’umanità. Questo luogo è stato testimone della seconda Intifada, rivolta palestinese esplosa a Gerusalemme il 28 settembre del 2000 come reazione a una visita, ritenuta dai palestinesi provocatoria, dell’allora capo del Likud Ariel Sharon al Monte del Tempio, luogo sacro per i musulmani situato nella Città Vecchia. Alessandro Bartolini Nato a Poppi, Arezzo, nel...

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